Comunità

Presentazione

Da sempre l’associazionismo è stato una costante della vita sociale dei sammarinesi, i quali hanno come valore quasi genetico lo stare insieme, il condividere fra loro il senso di appartenenza ad una realtà, per alcuni versi unica al mondo, che forma un microcosmo originale fatto di tradizioni, storia e cultura.

A maggior ragione, ciò è vero per i sammarinesi che sono emigrati: se infatti, da un lato, la comunanza della lingua e di molti usi hanno fatto sì che nei vari paesi d’approdo essi si mescolassero con gli italiani, d’altra parte essi hanno cercato di rafforzare la loro identità mantenendo vive le proprie peculiarità, attraverso l’incontro con i propri compaesani e la costituzione di vere e proprie associazioni.

 

Repubblica di San Marino

Già prima che la Serenissima Repubblica di San Marino provvedesse l’istituzione ufficiale delle Comunità dei cittadini sammarinesi all’estero con la Legge n. 7 del 30 Novembre 1979, i sammarinesi all’estero avevano dato origine spontanea a diverse organizzazioni, alle quali è stato significativamente attribuito il nome di “fratellanza” o “famiglia”.

Comitati di assistenza tra cittadini sammarinesi sono nati in Francia e in Belgio fin dagli anni Venti del secolo scorso e negli Stati Uniti nel decennio a seguire, per sfociare poi nella creazione delle prime Comunità durante gli anni a cavallo tra la “grande crisi” del ’29 e la seconda guerra mondiale.

In Italia le basi per costruire le prime Comunità risalgono agli anni Cinquanta.

In Argentina, dove esisteva sin dall’inizio del Novecento un consistente nucleo di emigrati sammarinesi, le enormi distanze del territorio non facilitarono la nascita di Comunità vere e proprie, pertanto i sammarinesi si riunivano attorno ai rispettivi gruppi familiari almeno fino agli anni Ottanta del XX secolo.

Proprio le sollecitazioni dei cittadini emigrati spinsero nel 1979 il Consiglio Grande e Generale della Serenissima Repubblica di San Marino ad approvare norme per la costituzione di Associazioni Sammarinesi all’estero e per l’istituzione della Consulta dei Cittadini Sammarinesi all’estero (legge n. 77, abrogata successivamente dal nuovo testo di legge n. 98 del 5 settembre 1997).

Attualmente delle venticinque Comunità dei sammarinesi all’estero distribuite, come abbiamo visto, fra Italia, Francia, Belgio, America del Nord e Argentina, nove sono nate prima della legge istitutiva del 1979, che le riconosce ufficialmente.

La legge 76, che ne stabilisce la costituzione, ne tutela l’esistenza e ne assiste l’attività, accorda loro pieno riconoscimento giuridico.

Proprio per favorire il collegamento con le Comunità, nel 1981 è stato istituito, all’interno del Dipartimento Affari Esteri, una struttura apposita: l’Ufficio dei Rapporti con le Comunità all’Estero.

Fra le finalità delle Associazioni rientra la promozione di iniziative che incrementino la cooperazione, la solidarietà, il contatto tra i concittadini all’estero.

Per ottenere il riconoscimento giuridico è necessario che un numero minimo di 30 sammarinesi maggiorenni, emigrati stabilmente all’estero, si costituiscano come soci effettivi ed elaborino un proprio statuto, conforme agli ordinamenti della Repubblica e dello Stato in cui risiedono.

Le Associazioni si governano mediante l’attribuzione di incarichi ai soci da parte dell’Assemblea Generale (o del Consiglio Direttivo); vengono in tal modo eletti il Presidente, il Consiglio Direttivo, i Sindaci Revisori, e stabiliti eventuali ulteriori incarichi esecutivi.

Le venticinque Comunità dei sammarinesi all’estero costituiscono il tramite indispensabile per il mantenimento di rapporti partecipativi ed attivi con San Marino ed offrono occasioni di aggregazione e confronto nei momenti “forti” che scandiscono il calendario delle tradizioni sammarinesi, vale a dire nelle festività del 5 febbraio – ricorrenza di Sant’Agata, compatrona della Repubblica – o del 3 settembre – data che celebra l’anniversario di fondazione di San Marino, avvenuta nel 301 d. C.

Le leggi n. 77/1979 e n. 98/1997 istituiscono inoltre la Consulta dei cittadini residenti all’estero, quale collegamento fra l’amministrazione centrale statale e i sammarinesi emigrati.

La Consulta, organo di diritto pubblico, si riunisce periodicamente a San Marino e rappresenta un importante foro di discussione dei problemi che investono l’intera collettività sammarinese nei diversi luoghi di residenza, che in tal modo vengono sottoposti all’attenzione degli organi politici ed amministrativi competenti.

Mentre in passato la Consulta era convocata annualmente dal Segretario di Stato per gli Affari Esteri, che ne era il Presidente, con la legge 98/1997 il Presidente viene eletto dalla Consulta tra i suoi delegati ed è coadiuvato da un Ufficio di Presidenza, composto da cinque membri; a lui è affidato il compito di organizzare e coordinare le attività in maniera autonoma e rappresentativa.

Nel 1981, per volontà della Consulta, sono stati avviati i soggiorni culturali per giovani sammarinesi residenti all’estero.

Annualmente, in estate, una quarantina di giovani provenienti dalle diverse Comunità vengono ospitati per un mese a San Marino con l’obiettivo di scoprire e conoscere il paese di cui sono cittadini e frequentare corsi di storia sammarinese e di lingua italiana.

Sempre per volontà della Consulta dei sammarinesi all’estero viene realizzato, nel 1997, Il Centro Studi Permanente sull’Emigrazione – Museo dell’Emigrante, con lo scopo di 
“realizzare un luogo della memoria per permettere a coloro che vivono in Repubblica e a coloro che vivono ancora all’estero di conoscere, senza ritualità e retorica, le vicende migratorie e riconoscersi collettivamente rispetto al passato ma anche al futuro”

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